07/06/2025

I successi di Napoli e le sfide per gli altri territori. Appunti per i prossimi progetti di eccellenza


Su Informare Magazine parte una nuova rubrica: “CAMPANIA SOCIAL CLUB. Un diario mensile dal Non Profit dei nostri territori”.
Incaricato di aggiornare questo diario Tommaso D’Alterio, Direttore Generale della Fondazione Isaia.

Qui di seguito il primo articolo ” I successi di Napoli e le sfide per gli altri territori. Appunti per i prossimi progetti di eccellenza” pubblicato nel numero di Giugno.

I SUCCESSI DI NAPOLI

Al netto dei problemi ancora presenti, da diversi anni la città di Napoli è accompagnata da un vento favorevole che soffia ormai su un numero molto ampio di settori, non ultimo quello del Non Profit che anzi può essere considerato uno dei fattori alla base di una importante inversione di tendenza, con il nostro capoluogo regionale che da esempio negativo inizia a diventare modello virtuoso. Merito di alcune realtà di successo i cui risultati ormai hanno valicato il ristretto mondo degli addetti ai lavori andando talvolta anche oltre il contesto nazionale.

Pensiamo ad esempio alla galassia che ruota intorno al rione Sanità ed alla figura di padre Loffredo: dal recupero e rilancio delle Catacombe all’Orchestra Sanitansamble, dal Presepe Favoloso alla palestra di boxe ai Cristallini, il modello della Fondazione di Comunità (già vincente in altre nazioni) è stato declinato in maniera del tutto originale attraverso una quantità di progetti che hanno saputo risvegliare un patrimonio di arte e comunità laddove prima si vedeva solo degrado e criminalità.

 

Catacombe di San Gennaro

Molto concentrata su uno specifico quartiere anche l’esperienza di FOQUS che, come recita il suo acronimo, si identifica con i Quartieri Spagnoli, la cui densità abitativa è circa dieci volte la media italiana; inoltre in questo quartiere vive il 10% dei bambini della città. Inderogabile dunque concentrare il focus sugli aspetti educativi, cosa che puntualmente ha fatto Rachele Furfaro quando ha preso in carico un complesso di 10.000 mq che oggi è diventato un modello di educazione cultura e legalità unico in Italia.

 

Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli

Naturalmente queste sono solo due delle realtà che a Napoli svolgono con successo processi ibridi tra inclusione socio economica e crescita culturale ma purtroppo per motivi di spazio non ne posso raccontare altre come il Pio Monte della Misericordia, la Fondazione Grimaldi, la Fondazione Banco di Napoli, la Fondazione Morra Greco, la Cooperativa Dedalus o altre ancora.

LE SFIDE PER GLI ALTRI TERRITORI 

Molto diversa la situazione se uscendo da Napoli ci dirigiamo prima verso l’hinterland e poi verso le altre province perché ad oggi manca ancora un’esperienza che per ampiezza e profondità dei risultati ottenuti si possa affiancare a quelle che abbiamo ricordato poc’anzi per Napoli.

La situazione attuale

Pur non avendo le competenze né lo spazio per una disamina completa dei fattori alla base di un quadro così ampio, mi sembra evidente l’influenza di elementi quali la dispersione delle energie migliori sul territorio, l’incapacità di trattenere quei talenti che dovrebbero contribuire all’inversione di tendenza, la minore vivacità e solidità delle realtà attive nel sociale.

(Alcune) cose da fare

Se l’analisi dei fattori alla base di questo gap risulta complessa, lo è ancora di più l’elaborazione di una strategia organica utile a far nascere in altri territori esperienze quanto meno paragonabili a quelle osservate a Napoli, per cui mi limito ad elencare alcuni elementi a mio avviso indispensabili.
Innanzitutto servirebbero soggetti di varia natura (Non Profit, Aziende, Enti Locali, Scuole, eccetera) che, pur muovendosi da fronti diversi dimostrino reale volontà di collaborazione a lungo termine senza pregiudizi, veti incrociati o volontà egemoniche.
Inoltre queste realtà dovrebbero evitare di scimmiottare quanto fatto altrove e sforzarsi di trovare i punti di forza del proprio territorio attraverso un processo di analisi e condivisione magari lungo magari faticoso ma sicuramente indispensabile se questi fattori devono innescare un cambiamenti strutturale.
Infine le persone impegnate in questi processi non dovrebbero restringere eccessivamente la loro visuale limitandosi ad una gestione minuziosa del contesto locale con i suoi micro conflitti ma cercare costantemente il confronto con altre realtà in termini di buone pratiche e competenze.
Ricetta lunga con ingredienti non facili da trovare quindi difficile prevedere se e quando una nuova esperienza di successo verrà alla luce. Però sicuramente sarebbe una bella notizia se questa esperienza nascesse fuori da Napoli per portare altri territori in un nuovo percorso di crescita sociale culturale e civile.

La rivista Informare è un Magazine mensile, gratuito, di testimonianza per la legalità, difesa dell’ambiente, promozione culturale e formazione giovanile edito dall’associazione Centro Studi Officina Volturno.
Qui la copertina del numero di Giugno

Qui il link al sito

https://informareonline.com/magazine-informare/

Back to news Back to news
associato a Assifero