2. Corso di lingua napoletana

«le parole de Napule
mpastate
non songo, frate mio,
d’oro pommiento,
ma de zuccaro e mele,
e famma vola
se fanno a tutte lengue
cannavola»

«le parole di Napoli
impastate
non sono, fratello mio,
d’oro falso,
ma di zucchero e miele,
e la fama vola
se a tutte le lingue
fanno gola»

Giulio Cesare Cortese, (Napoli, 1570 – 1640),
il più celebre poeta napoletano dell’età moderna.

“Napule s’ ha dda ‘mparà”, ovvero: bisogna imparare Napoli.

Nella poesia, nella prosa, nella letteratura e nella musica. Il suono melodioso del napoletano ha lasciato il suo segno ovunque e non stupisce che sia stato riconosciuto come lingua meritevole di tutela dall’UNESCO. È infatti un linguaggio vivo, ricco di fascino, che ha raggiunto il mondo intero grazie a innumerevoli canzoni, poesie ed opere di prosa, distinguendosi da un mero dialetto o accento da imitare. Per i cultori della materia, napoletani e non, diventa fondamentale leggerlo e scriverlo còmme nu masto, comprendere le regole grammaticali, l’ortografia, l’ortofonia e orientarsi tra le tante frasi idiomatiche. Il corso di napoletano è un cammino fra tutto questo, un viaggio che farà amare ancora di più una lingua unica nella sua innata capacità di far sentire ‘u fridde ‘ncuollo (i brividi addosso).

Modalità di svolgimento

Una iniziativa come questa parte dal territorio, senza la pretesa di “inventare” nulla ma basandosi sul rapporto con le figure e le organizzazioni che già lavorano su questo tema, valorizzando i loro progetti precedenti, supportandole e affiancandole per offrire un’esperienza ancora più ricca.

I costi del progetto

La Fondazione destinerà il budget a diverse attività:

< 2/4 >

Torna ai progetti Torna ai progetti

associato a Assifero