09/06/2020

“Il mio cunto è innanzitutto una gran minestra maritata”

” Il mio Cunto è innanzitutto una gran minestra maritata, un cocktail culinario in cui c’è di tutto e di più: la carne del Boccaccio, le noglie della tradizione, le verzure del Marino, le uova del Tasso, il sale della mia zucca e il pepe della lingua napolitana”.

Non sappiamo se Giambattista Basile avrebbe descritto il “Cunto de li Cunti” usando esattamente le parole immaginate da Roberto De Simone, ma ci piace l’idea dell’opera letteraria come una ricetta fatta di tanti sapori diversi.

A noi tra i vari ingredienti interessa soprattutto il “pepe” al punto da aver deciso di dedicare il quarto livello del nostro (per)corso per la conoscenza della lingua napoletana alla letteratura barocca campana, al suo maggiore esponente ed alla fiaba più famosa contenuta nel suo capolavoro.

A breve vi daremo maggiori dettagli di questo nuovo viaggio, nel quale saremo accompagnati ancora da Davide Brandi che già ci ha aiutato a leggere e scrivere senza tanti errori  ‘a lengua nosta.

Nel frattempo per chi volesse saperne di più sul Basile e il Cunto, vi diciamo cosa abbiamo imparato noi sfogliando in anteprima il materiale preparato dal nostro docente e facendo ricerche tra materiali cartacei e digitali:

la possibilità di leggere a più livelli il Cunto che, oltre all’evidente richiamo a Boccaccio, nasconde  una serie di raffinati rimandi alla letteratura alta dento il “trattenemiento de’ peccerille” (mettendo in opera la prima trasposizione per iscritto di fiabe popolari che da secoli circolavano oralmente); la volontà di Basile di dare dignità letteraria al napoletano, muovendosi nella stessa direzione del suo amico Giulio Cesare Cortese che negli stessi anni scriveva La Vaiasseide ed altre pietre miliari della letteratura diallettale; il successo quasi immediato del libro che nel Settecento sarà spesso citato e ripreso soprattutto all’estero (con personaggi e storie di crescente successo internazionale fino a diventare format commerciali planetari); le alterne fortune a Napoli dove tra il Settecento e l’Ottocento il Cunto trova importanti detrattori tra cui Galiani e Ferdinando Russo che imputeranno al Basile soprattutto l’utilizzo di una lingua “inventata” (tesi poi smentita da studiosi come Nicola De Blasi); il successivo recupero da parte di Benedetto Croce che definirà il Cunto “il più bel libro italiano barocco” oltre ad impegnarsi in una parziale traduzione in italiano che per decenni resterà l’unica disponibile; infine le nuove traduzioni degli ultimi anni e il lavoro di attualizzazione fatto da Roberto De Simone che, prima con la sua versione della Gatta Cenerentola e poi con la riscrittura in napoletano e in italiano dell’intero Cunto, porta questo lavoro nel Novecento mostrandone tutto il potenziale poetico e letterario.

Una miriade di spunti che potrete approfondire innanzitutto venendo a trovarci nella nostra sede di Palazzo Lancellotti per sfogliare la bella edizione integrale del Cunto che abbiamo la fortuna di ospitare nella nostra Biblioteca tematica su Napoli e la Campania (due volumi a cura di Caterina Stromboli con traduzione in italiano e un ricco apparato di introduzione e di note) .

Anche sul digitale ovviamente i materiali non mancano, a partire da estratti del Cunto da leggere gratuitamente; il più completo (ma senza note e traduzione in italiano) ci sembra quello tratto da un e-book del 2015  disponibile in Google Books in versione integrale fino alla sesta fiaba della prima giornata (ovvero la Gatta Cenerentola): il link lo trovate qui

Per inquadrare la figura di Basile e l’interesse suscitato nel tempo dal Cunto ci è risultato utile il profilo scritto da Alberto Asor Rosa e pubblicato nel Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani. Trattandosi però di una voce datata 1970 non vengono menzionate le edizioni più recenti e tutto il lavoro di recupero e adattamento fatto da De Simone, la cui visione abbiamo trovato concisamente espressa in alcune dichiarazioni rilasciate dal Maestro in occasione della pubblicazione del libro dalla cui prefazione abbiamo ripreso l’immaginaria presentazione di copertina.

Se conoscete altri materiali da condividere non esitate a segnalarceli; nel frattempo buona lettura a voi e ai vostri peccerille!

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